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Mestre, giallo dei finanziamenti per la grande moschea: si muove la Finanza

di Serenella Bettinmartedì 1 settembre 2026
Mestre, giallo dei finanziamenti per la grande moschea: si muove la Finanza

3' di lettura

Se non fosse vero, ci sarebbe da ridere. Il capo della comunità dei bengalesi di Mestre, Prince Howlader, ieri mattina in diretta a L’aria che tira, su La7, alla domanda sulla mancata pubblicazione dei bilanci della sua associazione, dopo la notizia data da noi ieri su Libero, rispondeva di essere nel giusto perché aveva mandato le ricevute dei bonifici a Mediaset. E che la sua è una associazione privata e quindi non è tenuta a pubblicare alcun bilancio. Embè no. Non è proprio così.

Partiamo da un fatto certo. Prince è a capo di una associazione che si chiama “Giovani per l’umanità”. Questa ha raccolto dei fondi per la costruzione della moschea di via Giustizia, che i musulmani avrebbero voluto erigere, ma per la quale hanno ottenuto il niet del sindaco di Venezia Simone Venturini. E questa associazione, siccome iscritta al Runts (registro unico nazionale terzo settore) dal 2022, è tenuta per legge a pubblicare i bilanci.

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Appurato questo, ieri abbiamo svelato alcune zone d’ombra proprio per quanto riguarda rendiconti e bilanci di questa Aps di promozione sociale che per la costruzione della moschea, aveva dato vita a una copiosa attività di marketing. Avevano preparato locandine, rendering da condividere sui social, chiedendo ai fedeli di fare una donazione, perché se doni 500 euro per un metro quadrato di terreno, «poi Allah ti costruisce una casa in Paradiso».

Le donazioni andavano tutte fatte a “Giovani per l’umanità”, appunto, che avrebbe l’obbligo di redigere il bilancio, approvarlo, presentarlo, renderlo pubblico, adempiere insomma a quelle disposizioni di legge che se valgono per milioni di italiani, non si capisce francamente perché non debbano valere per i bengalesi. Provateci voi a non dichiarare un euro, poi vedete se non vi arriva la finanza o la cartella esattoriale.

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Ma andiamo avanti. È lo stesso statuto dell’associazione - anche se Prince forse non ricorda - che prevede l’obbligo di redigere il bilancio secondo le disposizioni di legge. Sta scritto nell’articolo 13, che Prince può andare a rileggere. Noi siamo andati a guardare nel sito. E di bilanci manco l’ombra.

Siamo andati a controllare nel registro del ministero, ma di bilanci nessuna traccia. Stiamo parlando di fiumi di soldi. Il terreno è costato un milione e mezzo di euro. Ma il progetto di milioni ne vale venti. C’è gente che ha donato anche diecimila euro, possibile che nessuno controlli? Come da statuto poi, l’associazione prevede che loro possano svolgere delle attività artistiche, creative, culturali, sportive, è lecito - chiediamo - raccogliere fondi per la costruzione di un luogo di culto?

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Ora, dopo la nostra denuncia si muove Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega, che presenterà un esposto alla Guardia di Finanza di Venezia. Per la verifica di «chi abbia materialmente raccolto e gestito tali somme, attraverso quali strumenti finanziari, da quali soggetti esse provengano, dove siano state depositate e quale sia stata o debba essere la loro effettiva destinazione», in quanto «non risulterebbero disponibili i bilanci o rendiconti relativi alle annualità successive alla sua iscrizione».

La Cisint chiede anche che vengano effettuate verifiche per «l’origine dei finanziamenti e l’eventuale presenza di somme provenienti dall’estero». «Prince dice che è tutto a posto - spiega l’europarlamentare a Libero - ma non è così, visto che dal 2022 non hanno pubblicato i bilanci pur essendo un adempimento obbligatorio. Chi versa le offerte? Da quali organizzazioni arrivano i finanziamenti? Non proverranno da soggetti assimilabili alla Fratellanza?».