Due titoli all’Australian Open, un rapporto ormai consolidato con Melbourne e una routine che non lascia spazio all’improvvisazione. Jannik Sinner si è raccontato in modo informale e curioso in un’intervista concessa al canale YouTube del torneo, portando i tifosi dentro uno dei luoghi più riservati dello Slam: lo spogliatoio dei campioni.
Il numero uno azzurro ha svelato uno degli aspetti più personali della sua quotidianità, quello legato alle abitudini e alla scaramanzia. Il suo armadietto, nello stesso punto da anni, è diventato quasi un talismano dopo i successi recenti. Non a caso, Sinner ha spiegato il suo approccio pragmatico al cambiamento: "Quando vedo che le cose non funzionano per un paio d'anni, provo a cambiare — le parole dell’altoatesino — Ma qui non cambio, perché ho vinto due volte...".
"Ti manca Alcaraz?": la risposta di Sinner è una bordata
"Dov'è Carlos? Ti manca?", "No, a dire il vero a volte va bene anche senza Carlos": Janni...La posizione scelta non è casuale nemmeno dal punto di vista logistico. In quello stesso angolo si concentrano alcune delle stelle più luminose del circuito: "Tutti sono un po' qui. Alcaraz, Zverev e anche Djokovic è sempre qui". Un vero e proprio crocevia di campioni, anche se Sinner non si lascia distrarre dal contesto. Anzi, il rapporto con lo spogliatoio resta essenziale e funzionale. Il campione di Sesto Pusteria non ama le lunghe soste e lo spiega con chiarezza: "Di solito non sto molto lì, non mi piace .. conclude — Incontri troppe persone, provi sempre a parlare ed è un po' troppo". Meglio allora una routine precisa: allenamento, ghiaccio, doccia e rientro in hotel. Una semplicità solo apparente, che racconta la mentalità di chi ha costruito le sue vittorie anche attraverso piccoli rituali quotidiani.




