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Sempio, l'intercettazione regina: "C'era sangue lì quando sono uscito"

venerdì 8 maggio 2026
Sempio, l'intercettazione regina: "C'era sangue lì quando sono uscito"

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"Lì c’era il sangue quando me ne sono andato". Dalle carte della Procura di Pavia che indaga sul delitto di Garlasco emerge una nuova, sconvolgente intercettazione a carico di Andrea Sempio: il 38enne accusato di aver ucciso da solo, "con odio e crudeltà", Chiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007 nella villetta di via Pascoli in auto, in un altro soliloquio captato dalle cimici, avrebbe commentato con parole spiazzanti le dichiarazioni sul luogo del delitto rilasciate da Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara unico condannato per l'omicidio.

"Sempio - scrive Rita Cavallaro sul Giornale - commenta la versione sempre sostenuta dalla difesa di Stasi sulla circostanza che quando il fidanzato scopritore arriva nella villetta di via Pascoli il sangue è secco e che avrebbe camminato sulla destra perché c’era il sangue sulla sinistra. È in quel momento che Sempio avrebbe esclamato: «Lì c’era il sangue quando me ne sono andato»". Non è ovviamente chiaro il riferimento: Sempio ammette di essere stato sulla scena del crimine quella mattina? Oppure rivela di essere sì stato nella villetta di via Pascoli, ma il pomeriggio, a omicidio già compiuto? Evenienza, questa, grave perché testimonierebbe le mancanze della prima inchiesta. Ma ovviamente la prima ipotesi sarebbe tellurica.

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Nelle carte dei pm sono in ogni caso elencate più di un centinaio di intercettazioni raccolte dagli inquirenti, inerenti anche il procedimento di Brescia sulla corruzione in atti giudiziari a carico dell'allora procuratore Venditti in relazione all’archiviazione di Sempio avvenuta nel 2017. "Sono agli atti conversazioni tra la famiglia dell’indagato -scrive ancora Rita Cavallaro sul Giornale -, ma anche dialoghi significativi captati tra le mura di casa Poggi, che riguardano Giuseppe e Rita con Marco sulla frequentazione con Sempio, nonché la strategia per osteggiare l’inchiesta di Pavia. E ancora rapporti dei giornalisti che dall’inizio di questa indagine si sono mostrati molto vicini all’indagato. Infine false accuse contro gli inquirenti e la difesa di Stasi".

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E c'è anche un altro nome che torna: quello di Michele Bertani, l'amico di Sempio suicida nel 2017. Di lui Andrea diceva. "Da 0 a 18 anni tutte le cose le abbiamo fatte insieme". Parole commosse, certo, da inserire forse in un quadro più ampio.

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