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Salim El Koudri, il vicino lo smaschera: "Qui c'è un viavai..."

di Massimo Sanvitodomenica 17 maggio 2026
Salim El Koudri, il vicino lo smaschera: "Qui c'è un viavai..."

2' di lettura

Chi è Salim El Koudri, il falciatore di Modena? Il suo nome compare negli archivi del Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, dove dal 2022 al 2024 è stato in cura per un disturbo schizoide di personalità. Una psiche instabile, si dice del ragazzo, 31enne nato a Seriate (Bergamo) da famiglia marocchina e residente a Ravarino (hinterland modenese), laureato in Economia ma senza lavoro, incensurato. Ha spinto la sua Citroen contro i passanti, stesi come birilli, «per rancore», come avrebbe spiegato durante l’interrogatorio in Questura. Dovuto a cosa? Pare che la disoccupazione lo turbasse molto. Si parla anche di un presunto bullismo ai suoi danni. Gli investigatori, però, non escludono nulla: nemmeno la pista del terrorismo.

Che sia stata una follia deliberata, infatti, è fuor di dubbio. Salim non era né ubriaco né drogato: voleva solo uccidere. Un suo vicino di casa ha raccontato che da quelle parti «succede di tutto, hanno buttato giù il cancello, c’era sempre confusione, forse anche un giro di droga». Fine settimana bollenti. «C’era sempre un viavai. Questi fanno quello che pare a loro. Mettono le macchine in doppia fila e se dici qualcosa ti minacciano pure». Voci che si rincorrono. Certo è che la modalità del blitz assomiglia maledettamente a quanto già visto a Nizza, Berlino, Londra, Stoccolma, Barcellona. Mezzi lanciati all’impazzata sulla folla per uccidere il maggior numero di persone. Una lunghissima scia di sangue che ha imbrattato le strade di mezza Europa.

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Lupi solitari che negli anni si sono abbeverati alla fonte dell’islam radicale per seminare il terrore nelle capitali occidentali. Un modus operandi che ha costretto le istituzioni, anche in Italia, a modificare l’assetto urbano: new jersey, pilomat a scomparsa e qualsivoglia barriera sono spuntati ovunque per proteggere aree pedonali, mercatini e vie dello shopping. I fanatici di Allah sono riusciti nel loro intento, ovvero spaventarci al punto di farci cambiare abitudini. Il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese, subito dopo la mattanza di Modena lo ha spiegato a chiare lettere: «Quello che è accaduto appare, per le modalità di esecuzione, estremamente compatibile con un attentato terroristico. Il livello di attenzione nel nostro Paese deve restare altissimo perché il rischio dei cosiddetti lupi solitari, pronti a compiere azioni improvvise e difficilmente prevedibili, purtroppo è molto concreto». Attenzione: non si faccia l’errore di derubricare il tutto al gesto di un pazzo, dal vissuto magari difficile, come qualcuno cercò di fare con Ousseynou Sy, il conducente di autobus di origini senegalesi che nel 2019 aveva sequestrato una scolaresca di Crema e dato fuoco al veicolo pieno di ragazzini per «vendicare i morti nel Mediterraneo». Il procuratore generale di Cassazione voleva addirittura ridurre la condanna, portandola da 19 (come poi decisero i giudici) a 17 anni e sei mesi, non ravvisando “il dolo di attentato”. Il “caso Modena” è psicologicamente devastante: è il primo di questo genere in Italia. E se spuntassero altri Salim?

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