D’altronde lo ha ripetuto a ogni occasione buona, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che quei benedetti (si fa per dire) autovelox, croce e delizia della strada, croce per gli automobilisti e delizia per le amministrazioni comunali, non servivano a rimpinguare le entrate locali. Lo ha detto, lo ha ripetuto, dopo che è scoppiato il grande caos dell’omologazione-approvazione, a marzo, alla Camera, ha pure chiarito durante un question time che solo «quelli approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente coerenti con i requisiti di omologazione» mentre i precedenti «potranno essere utilizzati solo se il relativo prototipo sarà adeguato ai nuovi requisiti tecnici» perché, di nuovo, tocca «superare l’idea dell’autovelox usato solo per far cassa» e riaffermare invece «che la sicurezza stradale viene prima di tutto». E adesso, toh, le multe dei rilevatori di (quasi) tutta l’Italia sono in calo.
Premessa, i dati (li ha spulciati il coodinamento per i diritti dei consumatori, insomma il Codacons) si riferiscono al 2025, quindi sono anteriori rispetto ai chiarimenti di Salvini di tre mesi fa. Però va così. E va, soprattutto, che nei venti capoluoghi monitorati, in un anno appena, gli incassi per sanzioni da velocità fuori norma sono calati. Sensibilmente, tra l’altro: ossia sono scesi dell’8,9%, che in denaro sonante fanno 56,6 milioni di euro (attuali) contro i 62,1 (del 2024). Hai detto niente, ché in un Paese in cui l’unica cura sempre in salita è quella del prelievo fiscale mica è una notizia da buttar via.
Autovelox e intelligenza artificiale: multe, perché siamo rovinati
Nuovi autovelox potenziati dall'Intelligenza artificiale: l'esperimento è partito nel Regno Unito. Da lun...Certo, i tartassati al volante restano (per esempio a Firenze e a Bologna e a Milano che sono anche tre grandi città in mano al centrosinistra e a pensar male si fa peccato eccetera), ma vuoi mettere? I fiorentini (quelli che più di tutti spendono per i loro autovelox) nel 2025 hanno pagato 19,7 milioni di euro in multe, le quali tuttavia sono in calo del 4,2%: buon per loro. È un po’ peggio per i bolognesi perché sì, è vero, loro hanno sborsato sensibilmente meno (9,2 milioni di euro) rispetto a chi vive sull’Arno, però con un aumento del 21,3% dei verbali, che proprio piacere non fa. Invece i milanesi, questa volta, possono tirare un respiro di sollievo: le loro, di sanzioni, sono crollate addirittura del meno 34,8% per un totale complessivo di 6,9 milioni di euro.
Le tre peggiori e le tre migliori, sorprese anche qui: Trieste, Bolzano e Bari sono le città che hanno sforbiciato percentualmente in più (ossia per un rispettivo meno 94,4%, meno 84,2% e meno 73%); Ancona, Genova e Cagliari hanno ancora qualche problemino (nella prima le multe da autovelox sono più che raddoppiate salendo del più 116%, nella seconda hanno segnato il più 54% e nella terza il più 42%). La capitale sta a mezza strada: Roma, i passati dodici mesi, ha totalizzato 2,3 milioni di euro, con un bel salto al ribasso del meno 51,9% sul periodo prima (quando aveva ottenuto un tesoretto di 4,8 milioni di euro).
Il discorso cambia, invece, per i piccoli paesi, come quello veneto di Colle Santa Lucia in provincia di Belluno: 338 abitanti, un rilevatore solo installato in montagna e la bellezza di oltre due milioni di euro incamerati tra il 2021 e il 2025, per una media di 5.989 euro a residente. «La riduzione delle entrate» registrate, spiega comunque il Codancons, «è da attribuire non tanto al censimento che obbligava tutti i Comuni a comunicare i dati sugli apparecchi che è terminato solo a fine novembre dell’anno rosso e non ha avuto quindi un impatto sui proventi del 2025, ma da un lato alla regolamentazione scattata lo scorso 12 giugno e che ha imposto regole più stringenti agli enti locali e dall’altro alle numerose sentenza della Cassazione che hanno bocciato le sezioni elevate da dispositivi non omologati».




