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Spotorno, l'ultimo sfregio della sinistra: vogliono togliere la spiaggia alle suore

di Luca Puccinigiovedì 6 agosto 2026
Spotorno, l'ultimo sfregio della sinistra: vogliono togliere la spiaggia alle suore

3' di lettura

Ottant’anni (pure qualcosina in più) e il piglio di chi non se ne capacita ma non è disposto a cedere. Che poi non è che si tratti nemmeno d’un capopopolo: semplicemente, suor Miranda, una delle anziane sorelle di Spotorno, in provincia di Savona, velo nero e sciarpina bianca sopra la tonaca, quando si è trovata il microfono davanti, nel corso di una recente manifestazione indetta dal centrodestra cittadino, ha detto quel che nel suo paesotto ligure di neanche 3500 anime si chiedono in tanti: «Perché il Comune vuole toglierci la spiaggia?». Santa, santissima Bolkestein, al secolo quella direttiva dell’Unione europea su (anche) i lidi balneari, iper-criticata dai liberali di mezzo continente, super acclamata dai democratici. Un po’ ovunque, per carità, mica solo a Spotorno, però il fatto è che qui, in questo fazzoletto di mare tra le grotta dei Falsari e l’isola di Bergeggi, è scoppiato il caso del Gino Garrone, lo stabilimento che da sempre è gestito dalle suore della Carità di Santa Maria, le quali infatti hanno il loro complesso proprio dietro la spiaggetta di una cinquantina di metri e ci accedono pure da un varco privato. È che col tempo la faccenda si è normalizzata, adesso lì ci sono (anche) lettini e ombrelloni a pagamento, oltre a una parte riservata ai campi estivi per i bambini e i ragazzi. Fine della cartolina, però.

Perché da quando l’amministrazione comunale, civica ma di centrosinistra, del sindaco Mattia Fiorini ha redatto il nuovo pud, ossia il piano di utilizzo del demanio marittimo, è scoppiato un putiferio. Grazie, appunto, alla Bolkestein che ora il Comune intende applicare alla lettera. E la lettera dice che le vecchie concessioni devono andare a gara. «Spotorno è maglia nera per le spiagge libere», si sfoga Fiorini, «abbiamo solo il 3,5%»: quindi l’idea è di portare quella percentuale al 40%, «come prevede la legge regionale», e affidare il resto ai vincitori dei bandi. Non che ci abbiano impiegato molto, i diretti interessati, a insorgere. Suor Miranda, non a caso, è solo l’ultima della fila. È dalla scorsa primavera invece che, prima i balneari e poi il sostegno dell’opposizione, sul pud di Spotorno vanno in scena le barricate. Per il Gino Garrone, poi, si sono spesi un po’ tutti: tanto per iniziare il capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale ligure Angelo Vaccarezza, e in seconda battuta il consigliere ligure di Fratelli d’Italia Rocco Invernizzi. Quando sono state indette assemblee pubbliche le riunioni che ne hanno seguito son state di quelle incandescenti. Della serie, giù le mani dalla spiaggia delle suore. Tanto che, per scongiurare il passaggio, c’è chi ora ipotizza un ricorso (e non sembra mica una proposta campata per aria).

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Sarà il caldo torrido di questi giorni, ma la situazione si è ingarbugliata talmente tanto che Fiorini, la settimana scorsa, ha tentato di ricucire provando la via diplomatica: e cioè telefonando alla madre superiora di suor Miranda, Myriam Sida. «Ho cercato di spiegare che il pud va fatto e che le concessioni vanno messe a gara», racconta il sindaco all’edizione locale del quotidiano Repubblica, «non ce l’abbiamo con le suore, ma bisogna rispettare le norme». Fatto sta che la faccenda è (ancora) cristallizzata, con le religiose da una parte che dicono di voler consultare un loro tecnico di fiducia (in punta di diritto il nodo è abbastanza complesso: loro sostengono di essere tutelate dalla categoria dei cosiddetti “bagni di beneficenza”, che son quelli che settanta e sessant’anni fa rendevano possibili le vecchie colonie; il Comune sostiene che quella dicitura non esista più e anzi, che «la spiaggia delle suore da tempo sia indicata alla Capitaneria come una concessione balneare a tutti gli effetti») e il calendario dall’altra per il quale tocca aspettare. Il tempo, tra l’altro, è un fattore importante dell’intera questione perché i bandi per le nuove assegnazioni verranno pubblicati tra ottobre e novembre e il responso arriverà nei primi mesi del 2027.

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