Da settimane si parla degli affari di Valter Lavitola nel settore dei carbon credit, ma come ci ha spiegato uno dei professionisti a lui più vicini, l’avvocato Giovanni Meliadò, nell’ultimo periodo, a ridosso del suo arresto, il faccendiere salernitano aveva smesso di interessarsi a quel business e aveva puntato tutte le sue fiches sull’intermediazione immobiliare. In particolare sulla costruzione di un complesso multifunzionale in Brasile.
Giovedì 6 agosto, come anticipato da Libero, dopo 15 anni di guai giudiziari, aveva deciso di aprire una partita Iva, registrandosi presso l’Agenzia delle Entrate come lavoratore autonomo, per operare legalmente sul mercato delle consulenze d’impresa. La mattina del 10 agosto (lo stesso giorno in cui è finito in manette) si era recato dal commercialista per attivare la firma digitale e scegliere il regime in cui operare, optando per quello forfettario (che si applica a chi ha un fatturato inferiore agli 85.000 euro).
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Adesso abbiamo capito perché per Valter Lavitola, il mandante dell’attentato davanti a casa di Sigfrido Ran...A convincerlo a scommettere sulle consulenze immobilari sarebbe stata la collaborazione avviata con l’italo-romeno Marius Neagu, presidente e proprietario di un’importante impresa di costruzioni, la Macos di Castelli Calepio (Bergamo). A presentarli sarebbe stato un avvocato in rapporti di lavoro con entrambi, Emiliano Ferdinando Russo, legale della Deloitte, multinazionale nel settore dei servizi professionali. A inizio 2026 quest’ultima società mette in contatto la Mansfield brown limited, rappresentata da Lavitola e dall’avvocato Alfonso Luigi Marra, con la Macos per la compravendita di un podere da 1.000 ettari in Toscana, ceduto al prezzo di 2,2 milioni di euro.
In contemporanea la Macos, attraverso alcune sue società satellite, prepara alcuni «contratti ancillari»: la B.G. media srl, con sede legale in Romania, avrebbe dovuto versare a Valter un importo forfettario anticipato di 90.000 euro per un «incarico di consulenza strategica internazionale»; un’altra ditta riconducibile alla Macos, la Business solutions, avrebbe, invece, dovuto assicurare un contratto di consulenza legale all’avvocato africano di Lavitola, Tariro Martha Shoko.
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Ma l’affare più sostanzioso, del valore di 300.000 euro, era un «contratto di opzione per compravendita di terreni» messo a punto dalla Deloitte in Montenegro: nella bozza l’acquirente era la Macos, mentre il venditore risultava essere la Italian investment, una società immobiliare di Budva, diretta da un’amica di Lavitola, Jelena Kuljaca, il cui marito, Srdjan, è un uomo di stretta fiducia del faccendiere italiano.
Al punto che Valter gli avrebbe affidato un proprio conto corrente e, il 19 agosto, gli avrebbe fatto recapitare un tablet bianco con dentro i suoi ipotetici segreti.
Ma l’ultima novità scoperta da Libero è la bozza di contratto di «Associazione in partecipazione» della durata di 60 mesi (sino al 2030), tra la Macos e Zg administraçao ltda, società di Rio de Janeiro che dal 2022, suo anno di fondazione, si occupa di «gestione e amministrazione di proprietà immobiliari», ovvero di acquisto, cessione, locazione e ristrutturazione di unità sia commerciali che residenziali.
L’azienda, si legge nella bozza di contratto, «ha identificato un progetto architettonico per la realizzazione di un complesso multifunzionale, destinato a integrare attività ricettive, ristorazione, servizi per il tempo libero e infrastrutture nautiche» che si comporrebbe di «appartamenti e suite; ristorante; sala convegni; palestra; piscina e area ricreativa; rimessaggio nautico; pontile con accesso diretto al Rio São João; parcheggio interno». Il Rio São João attraversa il Comune di Casimiro de Abreu, dove la Zg ha la sua sede legale. Poco distante si trova Cabo Frio, altra cittadina al centro degli affari di Lavitola.
Il progetto sarebbe «già corredato da una manifestazione istituzionale ambientale rilasciata dalla Segreteria municipale dell’Ambiente e dello Sviluppo sostenibile». La Macos avrebbe deciso di partecipare con un investimento di 150.000 euro, anche se «la gestione dell’affare» spetterebbe (sempre che l’affare si concluda) alla Zg «in via esclusiva, senza limiti o possibilità d’ingerenze».
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In un carteggio elettronico che, a inizio estate, ha coinvolto Lavitola, Macos e la Deloitte, l’avvocato Meliadò allega il «Contratto di Associazione in partecipazione» da lui rivisto e precisa: «Rimane fermo il testo già condiviso e allego visura della società brasiliana (la Zg, ndr) e passaporto del legale rappresentante». Si tratta del cinquantaquattrenne argentino Maximo Pablo Lusardi, uno degli uomini di fiducia di Valter. Amministratore di Future awaits Brasile, il veicolo utilizzato per operare nel settore dei carbon credit in Sud America, Lusardi è stato anche responsabile di una delle ditte che avrebbe fatto da schermo per gli affari illeciti di Lavitola nella sua vita precedente. Era, infatti, amministratore e socio di minoranza della Sie costruzioni generali Construções modulares Ltda. Secondo la ricostruzione dei magistrati, attraverso questa costola dell’italiana Sie Spa, un imprenditore romano, nel 2011, aveva effettuato un bonifico di 530 mila dollari destinato all'acquisto («a prezzo gonfiato») di una villa di proprietà di Lavitola in Brasile. Per l'accusa, quella compravendita mascherava in realtà una tangente finalizzata a garantire l'appalto per la costruzione (poi mai realizzata) di cinque carceri modulari a Panama.
Da allora Lusardi è rimasto in pista al fianco di Lavitola. E questi, nel dicembre 2025, scriveva in una mail, a proposito della sua partecipazione nella capofila africana di Future awaits: «Le mie quote saranno rilevate da una società brasiliana che si occupa di immobiliare: ha in pancia degli immobili importanti ed è di proprietà di un argentino di una famiglia di imprenditori da 3 generazioni».
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Per giorni l’imprenditore africano Benjamin Chimutengo ha rilasciato dichiarazioni e mandato messaggi al suo ex so...Dunque, Lavitola non era solo vicino alla Zg, ma ne era probabilmente socio. In conclusione, il faccendiere salernitano negli ultimi mesi aveva deciso di lasciare il mondo dei carbon credit per puntare forte sugli affari immobiliari di Macos e Zg, ditte che aveva anche fatto associare. Ma il sogno di Valter di una nuova vita si è infranto il 10 agosto, quando è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.




