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Il verdetto delle amministrative

Pd e Pdl: chi regge Monti va a picco: i conti

Avanti Orlando e Doria, trionfa Tosi ma il vero botto lo fa Grillo: astensione al 33%, più che l'anti-politica vince il no al governo

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Mario Monti è a Palazzo Chigi dal novembre 2011

Cattive notizie per il premier: sondaggio di La7, la coalizione che sostiene il governo perderebbe altri voti

Alle amministrative vincono l'astensionismo e gli anti-Monti, Beppe Grillo in testa. Il dato sull'affluenza definitiva nella metà dei Comuni in cui si è andati al voto dice che un elettore su tre se ne è rimasto a casa, con un calo di votanti rispetto alle amministrative del 2011 di circa 7 punti percentuali. Il dato definitivo dell'affluenza si attesta al 66,88%. E nelle tre città più importanti (Verona, Genova e Palermo) stando ai primissimi exit poll trionfano i candidati "antigovernativi": il leghista Flavio Tosi in Veneto, il vendoliano (in quota Pd dopo la vittoria sorprendente alle primarie democratiche) Marco Doria in Liguria e il dipietrista Leoluca Orlando in Sicilia. Ma la notizia più incredibile arriva da Parma, dove il grillino Federico Pizzarotti raccoglierebbe uno strabiliante 20% e si giocherà fino in fondo l'approdo ai ballottaggi. 


 

I risultati delle maggiori città - Il capoluogo più avanti con gli scrutini è Verona: il candidato leghista e sindaco uscente Flavio Tosi è al 57,4%, quindi sarà riconfermato al primo turno Battuti Michele Bertucco del centrosinistra col 22,6% e  Luigi Castelletti del Pdl col 8,8%. A Genova, il candidato del centrosinistra (via Sel) Marco Doria è al 48,7%. Potrebbe essere ballottaggio ma contro chi? Enrico Musso (Lista civica-Terzo Polo) è al 14,7, mentre Paolo Putti del Movimento 5 Stelle è al 13,9%, Pierluigi Vinai (centrodestra) al 12,5%. Anche Como andrà al ballottaggio, dove si sfideranno Mario Lucini (centrosinistra - 32,7%) e Laura Bordoli (centrodestra - 14,9%). Si tornerà alle urne anche ad Alessandria, dove Maria Rita Rossa (centrosinistra - 39,3%) se la vedrà con Piercarlo Fabbio (centrodestra - 18,5%). Secondo turno in vista anche a Piacenza, dove Paolo Dosi è al 47,1, con Andrea Paparo del centrodestra al 30,9%. Parma al ballottaggio, ma con un protagonista sicuramente inatteso: l'exploit del Movimento 5 Stelle ha infatti spinto Federico Pizzarotti al 19,5% dietro a Vincenzo Bernazzoli del centrosinistra al 39,4%. Un disastro per il Pdl, che è fermo al 4,7% delle preferenze raccolte dal suo candidato Paolo BuzziL'Aquila vede in testa Massimo Cialente (centrosinistra) col 39,8% mentre il candidato terzopolista Giorgio De Matteis raggiunge il 30,1%. A Palermo il già tre volte primo cittadino Leoluca Orlando, in corsa per l'Idv dopo il caos-caso primarie, guida la corsa col 48% davanti a Fabrizio Ferrandelli col 18%, mentre il rappresentante del Pdl Massimo Costa è all'11%.

La ministra minimizza - Il dato generale, insomma, è un netto arretramento per chi ha sostenuto in questi ultimi mesi il governo dei professori. Ma proprio dai tecnici arriva uno dei giudizi più pesanti sulla tornata elettorale. Ad emetterlo, neanche a farlo a posta, è la titolare del Viminale e garante dei risultati, Annamaria Cancellieri: "Il voto ai grillini? Era nell’aria e gli esperti lo davano come uno dei fenomeni che sarebbero accaduti. Sono fenomeni che accadono nei momenti di disorientamento", spiega il ministro degli Interni. E sull'astensionismo al 33% è laconica: "E' un problema che riguarda i partiti che ci sostengono. Noi siamo qui a servizio finchè ce lo chiedono".

L'imbarazzo del Pdl - Dal canto suo Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl, assicura che non ci sarà nessun passo indietro nella maggioranza: "Resteremo al fianco di Monti, non c'è dubbio". Il coordinatore nazionale Ignazio La Russa, invece, fa autocritica: "Evidentemente abbiamo sbagliato qualche candidato. A Palermo, per esempio. Costa non era il nome giusto".

Risultato politico - Non bastasse il dato che sta uscendo dalle urne, una mazzata al premier e al suo governo arriva però anche dai sondaggi. In cui quella di Mario Monti, nelle ultime tre settimane è una vera e propria frana di consensi. Secondo il sondaggio diffuso (come ogni lunedì) dal Tg di La7 di Enrico Mentana, la fiducia degli italiani nel premier è calata al 44%, con un -3% rispetto alla settimana scorsa e un -6% rispetto al 50 della rilevazione precedente. Gli italiani vedono e sentono le tasse, ma non vedono i risultati del'accanimento fiscale del governo dei tecnici. Di conseguenza, anche la coalizione che sostiene il premier (Pdl+Pd+Terzo Polo) cala (seppur in misura minore rispetto al gradimento di Monti), attestandosi ormai poco sopra il 50%: 51,9% per la precisione. In questo scenario di grandi blocchi, la sinistra si attesta al 26,3% e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo addiruttura al 8,7%.

Conferma nazionale - Il dato dei grillini è eclatante anche considerando i consensi dei singoli partiti, dove per la prima volta supera la Lega Nord: 6% (+0,6%) contro 5,8%. Insomma Grillo e i suoi si accaparrano la maggior parte del voto di protesta contro politica e governo. Il Pdl è più o meno stabile al 23, 2%, come la Lega e La Destra (2,4%), mentre l'Udc prende uno 0,2% salendo all'8,9.; sempre nel centrodestra, Fli al 3,9% e Api (Rutelli) allo 0,7%. A sinistra, invece, si soffre: Il Pd perde in una settimana un punto percentuale e mezzo, scendendo al 27,7% che lo conferma comunque di gran lunga primo partito nazionale. L'Idv (altro partito "del malcontento") lascia sul campo lo 0,7% fermandosi al 6% dove è raggiunto dal Sinistra e libertà. 

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Commenti all'articolo

  • georgeglombardi

    10 May 2012 - 09:09

    La& dice chi va con Monti va a picco. NO, NON e' vero per niente, anche Lega Nord e IDV che criticano Monti in continuazione sono ancor piu' a picco di PDL E PD...... allora ? NO, la verita' e' un' altra. la gente e' arrabbiata e delusa, alcuni disperati, ma e' uno spirito malefico che si moltiplica da nazione a nazione, non solo in Europa, ma ovunque, ed e' causato dalla corruzzione, dal mal-costume, dall'eccesso di droga, di vizi e dalla mancanza di vera virtu'. Quando la Lega era meno corrotta, lo spirito dei militanti era alle stelle, quando il PDL si dedicava attivamente alle riforme e alla liberta' di cittadini ed imprese prendeva voti e c'era entusiasmo e una visione limpida di cosa si doveva fare. Dobbiamo restaurare uno spirito di corpo centrato su VALORI, PRINCIPI e VIRTU' condivise. SI PUO", SI DEVE FARE. passa parola.

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  • allianz

    09 May 2012 - 13:01

    Era quello che batteva il ferro sull'incudine bello nudo.Gli dicevano"Stai attento con il martello!"E lui imperterrito batteva,batteva,batteva...Un bel giorno la figura non c'era piu'.Ma dove era andata,si chiedevano tutti...Guarda di qui,guarda di la.Nulla.Un testimone lo vide saltellarre fuori dal cerchio con le mani sui genitali e non si è piu visto.Morale?Chi causa il suo mal pianga se stesso.A Parma aveva il 52%dei consensi....si è ritrovato con appena il 4%.Bel salto,non c'è che dire.Pare comunque che la legnata non sia servita a nulla...Dice sempre che sosterrà il governo Monti.E allora te ne daremo un'altra piu' forte e corposa alle prossime politiche.Se non basterà ancora mi verrebbe da dire che di duro ha solo il cervello. Amen.

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  • ABU NAWAS

    08 May 2012 - 19:07

    e il PDL avrebbe così evitato di deludere gran parte dei suoi elettori. Comunque...andando subito alle elezioni, con la legge elettorale in vigore, il Cavaliere ne uscirebbe ancora con una forte maggioranza, e potrebbe finalmente fare quelle riforme di cui l'Italia ha urgentemente bisogno ( tagli agli sprechi nell'apparato Statale, riduzione dei parlamentari, annullamento dei finanziamenti pubblici ai partiti, bonifica della Giustizia, maggiori poteri al Primo Ministro, Presidente della Repubblica eletto dai cittadini. Sarà forse un miracolo? Gli Italiani ancora ci sperano!

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  • fossog

    08 May 2012 - 17:05

    Non sono i partiti a reggere Monti, ma il contrario. Monti è il servo dei partiti, e fà le cose che gli consentono di fare... Monti è stato sempre nominato dalla politica nei suoi incarichi. Sia come rettore, che come commissario UE, ed ora premier, è sempre stata la politica vecchia e marcia a nominarlo. I partiti non perdono voti perchè sostengono Monti, ma perchè Monti ed i partiti sono la stessa immonda immondizia. Monti ha messo solo tasse per finanziare lo spreco corrente, e lo spreco corrente và nelle pieghe dei partiti e dei loro referenti, non può Monti togliere l'osso di bocca ai partiti, sono loro che gli hanno sempre dato lavoro e stipendi.

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